Gianluca Piroli, quando il massimo comune denominatore tra creatività e senso pratico è il cuore

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Il fondatore di Acmesign sposta i confini del vintage. E costruisce mondi straordinari curati nei minimi dettagli.

“Fin dall’inizio, quando avevo poco più di 20 anni e non padroneggiavo ancora gli strumenti del marketing , in modo
Quando Jean Cocteau scrisse che il genio è la punta estrema del senso pratico, Gianluca Piroli, classe 1965,
non era ancora nato. Eppure al deus ex machina di Acmesign il pensiero dell’eclettico poeta francese calza a pennello.
Non è infatti un caso che “The Road Runner”, fatica pubblicata nel 2012 che di Piroli è compendio di vita e miracoli
(in primis la galassia di oggetti realizzati per Replay) si apra con queste parole: “L’arte in fondo è comunicazione;
la capacità di saper comunicare ad un livello alto si tradurrà in vendite per l’azienda e soddisfazione
per il cliente, obiettivo che mi prefiggo ogni volta che approccio un lavoro”. Lui, creativo nel midollo che non ama definirsi
artista – “una simile investitura mi sembra eccessiva” – convive disinvolto e quasi inconsapevole con una sensibilità sopraffina
che lo porta ad ascoltare gli occhi di chi ha di fronte ancor prima di sentirne la voce. Gianluca Piroli colpisce dritto al cuore
senza che il cuore se ne accorga. “Le persone hanno bisogno di cose utili e comprensibili. Ciò non toglie che il nostro lavoro
sia una questione di amore”. L’amore per quello che si fa. Perché Piroli è un uomo che lavora con sé stesso al completo. Cuore,
mente, mani. Un uomo che, Gianluca Piroli, quando il massimo comune denominatore tra creatività e senso pratico è il cuore
Informazione Pubblicitaria sebbene di primo acchito possa assomigliare ad un cavaliere solitario, sempre interagisce con i
suoi compagni di viaggio. Con il cliente da cui riesce a spremere l’intima essenza rivalutandola. Con la sua squadra di acuti
collaboratori, gli unici davvero in grado di tenerlo ancorato alla realtà senza però impedire alle sue idee di volare in una dimensione
parallela. Gianluca è infatti lo spirito libero che del vintage ha fatto libertà di espressione. “Sono cresciuto con l’America
dei primi del Novecento scolpita nell’animo” ammette lui mentre svela i dettagli relativi al suo più recente impegno. Ossia la “costruzione”
del mondo “Hickory il rischio di tradire la fiducia e l’identità del cliente quando invece occorre esprimerne al meglio
le potenzialità”. Ma perché Acme? E’ un nome da cartone animato… “Osservazione corretta. Acme è l’azienda in grado
di soddisfare qualsivoglia richiesta di Will Coyote. Nel momento in cui ho creato la società mi sono chiesto: in sostanza qual è
il mio compito?”. E la risposta? “Semplice. Come Acme risolvo i problemi”. Gianluca non è però esente da sporadici brividi freddi.
Il vuoto creativo è infatti sempre in agguato dietro l’angolo. Eppure basta accendere la luce. O staccare la porta di un vecchio
frigorifero anni Cinquanta. “Era il mio frigorifero Fiat. La porta è servita come stampo per i termoformati utilizzati per
promuovere nei negozi italiani le giacche Refrigue, indumenti pensati ad hoc per chi lavora nelle celle frigorifere”. Come
direbbe Marcel Proust “la vera scoperta non consiste nel trovare nuovi territori ma nel vederli con nuovi occhi”.

A. De Micheli